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STINSON L5 I-VISP

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Esemplare della versione normale ha preso parte sicuramente al secondo conflitto mondiale essendo stato costruito nei primi anni 40, come molti altri aeroplani di quell’epoca ha visto servizio attivo prima con l’AMI e poi negli Aeroclub della penisola.

Nel 2002 è stato trovato in un hangar a Torino accantonato da molti anni dal locale aeroclub.

Dopo un’accurato lavoro di smontaggio e valutazione della cellula è stato intrapreso un minuzioso restauro da parte del proprietario Giorgio Bonato sia del velivolo che del motore, tutti i componenti sono stati smontati e accuratamente restaurati riportandoli nelle loro condizioni originali.

L’operazione molto complessa e laboriosa necessita una approfondita conoscenza tecnica sia delle costruzioni aeronautiche in legno che metalliche, infatti l’L5 è composto da due semiali completamente lignee e una fusoliera in tubi saldati e rivestita in tela.

Nel gennaio del 2006 il primo volo dopo circa tre anni di duro lavoro.

Non essendo stato possibile ricostruire la vera identità dello specifico esemplare si è scelto di rappresentare un particolare velivolo che ha operato nei cieli italiani durante la seconda guerra mondiale, il 42-98491 che fu utilizzato dall’88th Divisione di Fanteria Americana durante la Campagna d’Italia, alla fine del conflitto i famosi “Blue Devils” operarono dall’aeroporto di Gorizia in appoggio alle truppe alleate che supervisionavano alla difesa di Trieste.

Alcune foto originali ci hanno permesso di riprodurre la precisa colorazione dell’esemplare specifico. 

Attualmente il velivolo è basato a Thiene.

  • History
  • Specs
  • History

    Nel 1941 l'United States Army richiese alla Stinson una fornitura di 6 esemplari del 105 Voyager per una valutazione sulla sua conversione ad uso militare[1] ai quali venne assegnata la designazione YO-54.[2] Gli esemplari forniti vennero valutati nel 1942 ed i risultati vennero considerati in linea con le specifiche richieste. Dopo averne richiesto una serie di modifiche minori, ne seguì un ordine di 275 esemplari, destinati alla ricognizione, osservazione e collegamento. Le allora convenzioni lo identificarono come O-62 ma la nuova convenzione entrata in vigore nell'aprile 1942[3] lo ridesignò L-5[2], sigla con la quale è più noto. Presto seguì un altro ordine di ben 1 456 unità, una considerevole entità rapportato al tipo di velivolo.

    Impiego operativo

    Queste macchine, ben più grandi dei "Grasshopper", vennero usate per compiti vari, con un raggio d'azione e autonomia abbastanza apprezzabili per l'aviazione leggera dell'esercito USA.

    Alla RAF vennero ceduti 100 esemplari intensamente usati in Birmania con compiti di osservazione, evacuazione sanitaria e collegamento. Vennero soprannominati Sentinel, non sorprendentemente.

    Infine i Marines ottennero un totale di 305 esemplari di varie versioni, denominati OY-1.

    I Sentinel vennero impiegati anche dopo la guerra, almeno fino a quella di Corea del 1950-53, con buoni risultati.

    Strutturalmente si trattava di un velivolo trasporto e collegamento leggero, semplice, economico, abbastanza piccolo e con ala alta controventata, mentre la struttura era mista metallica-legno-tela.

    La decisione di riservare le leghe leggere alla produzione di aerei da combattimento ebbe come risultato la riprogettazione del velivolo con ali e piani di coda in legno, mentre la fusoliera conservò la struttura di tubi in acciaio saldati. L'abitacolo aveva due posti in tandem al posto dei tre precedenti, la fusoliera venne abbassata per migliorare la visibilità posteriore e vennero aggiunti pannelli trasparenti sul soffitto al posto dell'ala in metallo. Le superfici di sostentamento sia del bordo d'entrata che d'uscita erano invece mantenute, mentre venne aumentata di quasi due volte l'escursione degli ammortizzatori oleopneumatici delle ruote del carrello principale, che era fisso.

    La versione chiamata L-5C venne costruita in 200 esemplari, con una serie di piccole migliorie, come ad esempio la macchina fotografica K-20. Non bastassero questi ordinativi, vennero anche requisiti 8 Voyager civili, designatiAT-19A, poi L-9A, e altri 12 chiamati AT-19B (L-9B).

    Specs

    Dimensioni e pesi
    Lunghezza 7,33 m
    Apertura alare 10,37 m
    Altezza 2,13 m
    Superficie alare 14,40 m²
    Peso a vuoto 668 kg
    Peso max al decollo 980 kg
    Propulsione
    Motore un Lycoming O-435-1
    Potenza 190 hp


    Prestazioni
    Velocità max 205 km/h
    Autonomia km
    Tangenza 4820 m
    Note dati riferiti alla versione L-5B


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