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ROBERTO SARDO

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Il 1958 è il mio anno, sono nato a gennaio, al canto dei jet di Aviano, di Treviso e di Istrana, che hanno accompagnato tutta la mia infanzia. Mio padre era medico, col sogno mai realizzato di diventare pilota. Le mie letture erano le storie di piloti della biblioteca Longanesi e, ben prima dei dieci anni, il babbo mi regalò (non mi ha mai confessato quanto studiata fu quella mossa!) uno Spitfire da costruire, della Monogram. Da là in poi gli aerei sono diventati la mia febbre: a diciotto anni, dopo scarse cinque ore di doppio comando, il mitico Comandante Marin, tra un urlo e l"altro fece la pazzia di farmi decollare con un P66 dell"Aeroclub di Treviso. Era il 1976 e l"anno dopo ero -incredulo ma felice- in Accademia, col Corso Turbine 3°, per una meravigliosa avventura che è magnificamente durata fino al 2015.

A Latina il corso sul SIAI 260 mi ha insegnato il rispetto per l"elica, ed i rudimenti dell"acrobazia e del volo in formazione. 

A seguire, Lecce, l"ultimo corso su MB 326A (poi arrivò il 339) mi ha insegnato a lottare e sopravvivere con strumentazioni antiche e fascinose, quanto imprecise e fallaci, a perfezionare l"acrobazia ed a mordere l"ala in formazione. 

Il G91T di Amendola mi ha impartito il rispetto per un aereo bellissimo ma tutto da capire, con l"ala a freccia ed una sensibilità al rollio da operazione chirurgica.

A Grosseto il XX Gruppo mi ha saputamente avviato al pilotaggio del fantastico F104G, battezzato con gli appellativi più truci, ma per noi semplicemente "lo Spillone"... Chapeau per una macchina indescrivibile, nata prima che io nascessi, ma dalle prestazioni imbattibili! 

Sul 104 sono diventato professionalmente un ricognitore fotografico al 3°Stormo di Villafranca (ovvero un Sarchiapone, che a differenza degli Sceriffi, viaggiavamo panza a terra zitti e veloci, e tiravamo di tutto al poligono...!)! 

Dal 1985 al 1989 ho nuovamente varcato i cancelli di Amendola, per tre meravigliosi anni come istruttore di G91T, ovvero un Virus Master, come ebbi modo di scrivere sullo stemmino di El Alamendola, destinato proprio agli istruttori. Per esigenze delle scuole, sono diventato anche istruttore di MB339, la versione finalmente moderna ed aggiornata del Macchino, con un pò di spinta in più! Ricordo l"esperienza delle scuole come una delle più impegnative, formative e delicate fasi della mia carriera di volo.

Fino al 1992 ho continuato a sfrecciare col "Chiodo", purtroppo poi sostituito col Topone AMX.

La drammatica fase "delle scrivanie" mi ha visto ancora in volo con i jet, per un fortunatissimo allineamento astrale, e con l"aliante, nuova dimensione e nuovo amore per il cielo! 

Nel 2005 per tagli al bilancio di FA ho dato l"addio ai jet monoposto, ma ho incrementato l"attività su MB339, SIAI 208 ed alianti: stare col sedere per terra non è mai stata una opzione! Alla fine del 2015, quando pure l"attività sul 208 (anche come trainatore di alianti a Guidonia, pur di volare!) è divenuta difficoltosa, c"è stato il triste saluto alla FA, e l"apertura di una nuova era. 

La collezione Jonathan di Zanardo, che frequentavo da anni, mi ha aperto le porte al magico mondo dei biplani, con alcuni voli col Tiger Moth,  ed ho iniziato a fare l"istruttore di volo in Aeroclub.

Durante uno Stage di volo a vela a Rieti, mi sono imbattuto in Storch (replica 80%). E" nato un amore a prima vista: il connubio tra cielo, lentezza, richiamo storico e possibilità di mettere le ruote praticamente dovunque, ha conquistato la mia passione e schiuso nuovo orizzonti al mio modo di volare, totalmente agli antipodi rispetto a quanto fatto in passato. La passione per la storia dell"aviazione in tutti i suoi aspetti e la gioia del volo, mi hanno da sempre condotto ad amare ogni cosa che stia per aria ed abbia un significato storico. 




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